RUBRICA: IL CORPO NON MENTE
Ogni giorno un’emozione, un segnale, una riflessione.
Non per correggere ciò che proviamo, per comprenderlo.
Perché la consapevolezza non elimina le emozioni: le rende vivibili.
ANSIA GENERALIZZATA ED ATTACCO DI PANICO: DISRTINGUERLI FA LA DIFFERENZA
Molte persone usano le parole ansia e panico come se fossero la stessa cosa.
In realtà non si vivono allo stesso modo.
L’ansia generalizzata è una presenza costante, un tarlo del quale non riusciamo a liberarci.
Pensiamo di gestirla, in realtà la subiamo giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto.
Rimaniamo lì in attesa che passi, ma non passa.
È la testa che non si spegne mai, la preoccupazione continua, la sensazione di dover tenere tutto sotto controllo. È faticosa, logorante, ma spesso permette ancora di andare avanti, di lavorare, di “reggere”.
L’attacco di panico, invece, è un’altra esperienza.
Chi lo vive non pensa: “sono ansioso”.
Pensa: “mi sta succedendo qualcosa di grave”.
Arriva all’improvviso.
Il corpo prende il comando senza chiedere permesso: il cuore batte fortissimo, il respiro diventa corto, gira la testa, le mani tremano, il petto si stringe. C’è una paura intensa e immediata, spesso accompagnata dal pensiero di morire, svenire, perdere il controllo o impazzire.
In quel momento non è la mente che crea il problema.
È il corpo che manda un allarme totale.
Durante un attacco di panico ci si sente bloccati, senza via d’uscita. Il tempo sembra rallentare, tutto appare irreale, e l’unico desiderio è che finisca subito. È un’esperienza che spaventa profondamente, soprattutto la prima volta.
La cosa più importante da sapere è questa:
l’attacco di panico sembra pericoloso, ma non lo è.
Non fa morire, non fa impazzire, non distrugge il corpo.
È intenso, come è arrivato passa.
Spesso, dopo il primo episodio, nasce la paura che possa tornare. Si inizia a controllare il corpo, il respiro, il cuore. Ci si tasta, si conta, la quotidianità cambia. Ed è qui che l’ansia e il panico iniziano ad intrecciarsi: non si ha più paura del momento presente, ma di quello che potrebbe succedere.
Siamo nella psico-trappola dell’ansia anticipatoria.
Capire la differenza tra ansia generalizzata e attacco di panico è fondamentale.
Perché l’ansia si lavora nel tempo.
Il panico va riconosciuto e attraversato, senza combatterlo.
Dare un nome a ciò che si vive non risolve tutto, ma fa una grande differenza: riduce la paura, la confusione e la sensazione di essere soli.
Dott.ssa Marina Brusadelli
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