RUBRICA: IL CORPO NON MENTE

BISOGNO DI CONTROLLO: quando la mente vuole comandare tutto e tutti.

Ci sono persone che non riescono a lasciare nulla al caso.

Devono sapere tutto, prevedere tutto, organizzare tutto, sia in famiglia che sul lavoro, con gli amici.

Potrebbe sembrare precisione, affidabilità, senso di responsabilità ma quando il bisogno di controllo diventa una necessità costante, smette di essere una risorsa e diventa una psicotrappola.

Il controllo nasce dalla paura dell’imprevedibile, raramente nasce dal desiderio di potere. È una forma di

auto-protezione.

Errori, giudizio degli altri, fallimenti,

abbandono, situazioni impreviste vengono controllati per ridurre l’ansia.

Se tutto è organizzato, previsto e gestito, allora il cervello percepisce sicurezza.

Questa sicurezza è fragile ed illusoria

perché la vita non è controllabile. Da meccanismo automatico a dipendenza è un attimo, si diventa iper vigilanti H24.

Quella del bisogno di controllo è una condizione molto simile allo stress cronico e si manifesta con stanchezza mentale, irritabilità, tensione continua, tensione muscolare, mal di testa frequenti, tachicardia, agitazione interna, difficoltà a rilassarsi, disturbi del sonno.

Il cervello percepisce continuamente possibili minacce e stimola il rilascio di cortisolo e adrenalina, ormoni utili nelle emergenze ma dannosi se mantenuti a lungo.

Il continuo stato di allerta rovina chi lo esercita ma soprattutto chi lo subisce.

Quando una persona controlla continuamente, di fatto, decide per gli altri, tenta di correggerne ogni comportamento, interviene su ogni scelta.

Le persone attorno iniziano a sentirsi gestite invece che rispettate.

Questo genera emozioni molto forti:

rabbia, frustrazione, senso di soffocamento, bisogno di allontanarsi.

L’altro non si sente visto come individuo, ma come qualcuno da correggere o guidare.

Nel tempo rapporti familiari, amicizie e relazioni di coppia, rapporto genitore-figlio si deteriorano.

Il bisogno di controllo, nato per evitare problemi, li crea.

Più una persona controlla, più gli altri reagiscono con opposizione, rabbia o distanza.

Questo aumenta ancora di più l’ansia di chi controlla, che sentirà il bisogno di controllare ancora di più creando

un circolo vizioso emotivo.

Lasciare spazio all’imprevedibilità,

imparare a ridurre il bisogno di controllo non significa diventare irresponsabili, significa accettare una verità fondamentale:non tutto dipende da noi.

Cosa fare? lasciare spazio all’imprevisto, abbassare il livello di allerta, permettere alle relazioni di respirare è una strategia funzionale.

La fiducia non nasce dal controllo ma dalla libertà.

La domanda è: sto cercando di gestire la realtà o sto cercando di calmare la mia paura?

Dott.ssa Marina Brusadelli

Share this content:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *