RUBRICA: IL CORPO NON MENTE

LA PAURA DEL GIUDIZIO: perché si è così severi con sé stessi e si concede la stessa cosa ad altri?

Capita spesso che una persona ripensi per ore a qualcosa che ha detto.

Una frase in una riunione, un messaggio inviato troppo in fretta, un’espressione che teme sia stata fraintesa. Prima ancora del pensiero “Cosa ho fatto?” , il corpo reagisce subito.

Il cuore accelera, lo stomaco si chiude, le spalle si irrigidiscono. Non è successo nulla di grave, eppure la sensazione è quella di essere sotto esame.

La paura del giudizio è un’esperienza comune. Tutti desiderano essere accettati, compresi, rispettati. Il problema nasce quando si diventa i giudici più severi di sé stessi.

Con gli altri si riesce spesso a essere comprensivi.

Se un amico sbaglia, lo si incoraggia: “Non è niente, può capitare.”

Se qualcuno dice qualcosa di inappropriato, si prova a capire il contesto.

Se una persona è in difficoltà, le si suggerisce di non essere troppo dura con sé stessa.

Ma quando l’errore riguarda sé stessi, le regole cambiano.

Basta un piccolo passo falso e il dialogo interno diventa spietato:

“Ho fatto una figuraccia.”

“Non dovevo parlare.”

“Sbaglio sempre.”

Molte persone si riconoscono in queste parole, il loop in atto.

Il giudizio degli altri, spesso, non è così duro come si immagina.

E anche quando esiste, non definisce il valore di una persona.

Il giudizio può diventare utile se si impara a fermarsi e a porsi alcune domande:

Quello che si teme è realmente accaduto o è frutto dell’immaginazione?

È stato davvero commesso un errore grave o si sta esagerando?

Si parlerebbe allo stesso modo a una persona a cui si vuole bene?

Si può imparare qualcosa da questa situazione senza colpevolizzarsi?

Spogliato dalla vergogna e dalla paura, il giudizio smette di essere una condanna e diventa un’occasione per conoscersi meglio. Si può decidere se modificare un comportamento, chiarire un malinteso o semplicemente accettare di essere umani e imperfetti.

Il corpo non mente: si tende quando ci si sente sotto processo, si rilassa quando si smette di attaccarsi.

Forse la vera sfida non è evitare il giudizio degli altri distogliendosi da situazioni che ci espongono al giudizio, non trasformarlo in una sentenza contro sé stessi è il primo passo per trovare il giusto equilibrio tra ciò che si pensa e ciò che penso gli altri possano pensare.

Dott. Marina Brusadelli

Share this content:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *